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In memoria di papà Andrea: I tuoi amici del Basket.

25/02/2020

Per l'impossibilità di partecipare alle esequie di domani causa le disposizioni ministeriali per il "CoronaVirus", alcuni genitori e amici ci tenevano a mandare il loro messaggio alla famiglia Rossato :

Il basket, la vita, la morte

In memoria di Andrea, papà di Alberto
   "Quando inizi non ti immagini a cosa stai andando incontro: porti il figlio, esitante, ai primi allenamenti, tanto perché provi, - c'è il suo amico  che c'è andato  e si trova bene - col pensiero: "sennò che sta a fare a casa tutto il giorno?", e ti trovi a sfiorare la vita di altri, uomini donne  padri madri, impegnati in un perenne andirivieni, scolpito da frette e da attese; e così annusi l'esistenza di altre vite. Poi il basket comincia a cadenzarti la vita: le riunioni col coach,  le partite, i fine settimane segnati sul calendario Fip e Csi, i ritrovi per le trasferte, i cortei di macchine per la provincia, il tifo da organizzare, i pranzi e le cene immancabile terzo tempo delle partite, i tornei di più giorni, gli appuntamenti continui per far festa con la squadra (ogni occasione è buona,  settembre, natale, capodanno, carnevale, pasqua, giugno) sempre con la scusa: "così i ragazzi stanno insieme, crescono bene", ma avverti che siamo noi i primi che sentiamo il bisogno di vivere assieme, di vivere bene; e ti accorgi che ognuno trova la sua parte, la sua dimensione in un gruppo che cresce senza lasciare indietro nessuno, dove le  relazioni si fanno sempre più familiari e fraterne. E' così che abbiamo conosciuto Andrea: con la moglie Stefania, al seguito di Alberto, su e giù da Noventa Vicentina  per il  basket del figlio in una squadra idonea; ed è così che lo ricordo: col paterno orgoglio che traspariva nel suo volto mentre constatava i progressi e le riuscite di Alberto nelle partite; nelle cene col suo parlare semplice, pacato e misurato, che dava la sensazione dell'umiltà delle persone davvero grandi; nelle feste con il suo spontaneo essere gioviale; sempre con la premura e l'attenzione di chi sa voler bene. Fa male ora pensare che non sarà più tra noi, è la sensazione di dolore avvertita al messaggio di Stefania, come la perdita di una relazione familiare; ma, poiché il bene fatto sopravvive alla morte, una parte di Andrea vive in Stefania e Alberto, e noi la teniamo stretta e  ci stringiamo ancor più attorno a loro: riposa in pace fratello, non ci dimenticheremo di te".

Ciao Andrea,
"Sei entrato con la tua famiglia nella nostra squadra in punta di piedi, bussando piano ad una porta che per voi era già aperta.
Ci ha fatto incontrare il basket poco più di due anni fa, sport fatto di regole, ruoli, punti falli e tempo.
Ecco: proprio il tempo è stato poco per conoscerti meglio ma abbastanza per capire che eri uno di noi!
Appena entrato nel nostro gruppo te ne stavi un po' in disparte, come se avessi paura di disturbare. Ma è durata poco! Il tifo per i nostri ragazzi, qualche chiacchiera sulla passione per la moto, una pizza qua e la' e i nostri immancabili quinti tempi! Già uno di noi.
Ma, caro, non ti lasciamo andare così. Ti penseremo seduto negli spalti tra noi, a vedere i nostri ragazzi che giocano, crescono, che cadono e poi si rialzano e ad ogni canestro di tuo figlio sapremo che tu sarai lì ad esultare con noi e a tifare ancora una volta forza Redentore! Forza Andrea!"

I tuoi amici del Basket.

 

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